FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4TET: È LA VOLTA DI “MALCOLM X”

X (Suite for Malcom)” è un concept album dedicato al leader afroamericano Malcom X, che con la sua azione e il suo pensiero ha contribuito a imprimere un cambiamento radicale nel rapporto fra cittadini bianchi e di colore negli Stati Uniti, prodotto dal Parco della Musica di Roma e pensato per il live come progetto multimediale con proiezioni dal vivo, curate da Antonio Vanni, delle illustrazioni di Francesco Chiacchio.
Ad introdurre al  movimento d’apertura della suite, intitolato “Hard Times”, è una lenta marcia dai toni malinconici e funerei: i fiati annunciano all’unisono l’atmosfera sinistra del tema principale, Giovanni Falzone simula dei lamenti con la tromba sporca le note finali ed alterna l’interpretazione al suo strumento con urla; sullo sfondo riecheggia il tema principale intonato da Berzatti al clarinetto al quale spetta, poi, un assolo swingante, a tratti più vivace, fino a tornare al tema intonato all’unisono. “Smart Guy” è aperto dall’originale assolo di Zeno De Rossi alla batteria, che propone suoni “sordi” che evocano l’immagine di oggetti di uso comune come pentole e padelle; i fiati abbandonano la fluidità e la melodia ed entrano contemporaneamente con sequenze brevi e secche; Falzone alterna ancora la tromba agli effetti sonori e ai versi creati con la voce mentre Danilo Gallo propone al basso elettrico un assolo dal timbro opaco e sporco. La batteria ci porta rapidamente al ritmo dance di “Cotton Club” in cui i fiati citano all’unisono il tema di Funkytown dei Lipps Inc, proiettandoci in un’atmosfera da sala da ballo; l’assolo del leader al sax tenore alterna il vibrato sulle note alte ad acuti più stridenti per passare poi la mano a Falzone che improvvisa mentre Berzatti crea una base di riff e tornare in fine alla citazione di prima.
È così che ci accorgiamo, fin dal susseguirsi di questi primi 3 movimenti, che il quartetto tenta di dare vita ad una colonna sonora che accompagni i momenti salienti della vita di Malcom, rievocandone o immaginandone le atmosfere, spesso contrastanti tra di loro, con grande libertà espressiva e all’insegna di una varietà sonora che talvolta risulta astratta e inafferrabile ma di cui si percepisce comunque una complessiva coerenza.
“Prince of crime”, composto da diverse fasi ritmiche, ora sospese ora funky, vede Francesco Berzatti e Giovanni Falzone alternare clarinetto e tromba sordinata a sax e tromba senza sordina. Il rapido fraseggio della tromba assume nuovamente un atteggiamento lamentoso, seguito, secondo un modello che vediamo ripetersi nella suite, da quello del sax accompagnato dallo scat e dai versi di Falzone, per arrivare alla chiusura ripetendo ossessivamente una sequenza di note. In “Satan in chains” Berzatti fraseggia nervosamente e rumorosamente e Falzone nel suo breve assolo sceglie un suono più soffiato ed opaco, per passare subito a “Coversion”: sulla cascata di colpi che Zeno De Rossi crea alla batteria, abbandonando la sua funzione ritmica, si svolge la lenta melodia ipnotica e solenne di sassofono e tromba. Il sax assume poi toni arabeggianti mentre la chiusura vede di nuovo i fiati insieme sul tema principale.
Il ritmo di “A new leader” sostenuto dalla batteria funky di De Rossi, prosegue su atmosfere inquiete e losche in un arrangiamento che attinge alla fusion ed è spezzato da un assolo distorto di Gallo succeduto da sassofono e tromba.
Con “Betrayal” torniamo alle sonorità del primo movimento della suite. Francesco Berzatti si fa più appassionato e drammatico disegnando al sax una lenta melodia, alternando rapidamente note alte e basse quasi a rappresentare un dibattito interiore. Il clarinetto orientaleggiante apre in completa solitudine il rapido “Hajj”; la sezione ritmica si aggiunge a questo movimento trascinante che lascia poi spazio ad un assolo tribale della batteria.
Il decimo capitolo si intitola “Epilogue”: un brano che reinterpreta in chiave hip hop la melodia dell’introduzione, arricchita da un testo cantato dal rapper Napolean Maddox. L’album si chiude con “Kinshasa (to Muhammad Ali), caratterizzato dai fraseggi intonati all’unisono dai fiati e dal ritmo ballabile.
Francesco Bearzatti: sassofoni, clarinetto, xaphoon, electronics
Giovanni Falzone: tromba, human effects
Danilo Gallo: contrabbasso, basso elettrico
Zeno De Rossi: batteria e percussioni
Laura Mancini

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