In scena per la prima volta in Italia, la commedia più disastrosa
“Che disastro di commedia” ha debuttato lo scorso 6 Dicembre al Teatro Greco di Roma, portando per la prima volta in scena l’adattamento italiano di “Disaster Comedy (The play that goes wrong)”. L’originale, presentato come «un musical che evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere», racconta la storia di una compagnia teatrale, la Cornley Polytechnic Drama Society la quale, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio nel West End. «Prendete una scenografia che non sta in piedi – annuncia la presentazione di Disaster Comedy -, un regista senza talento né esperienza, una prima attrice vittima di svenimenti, un modello che vuol far l’attore a tutti i costi, una direttrice di scena che si improvvisa attrice, una compagnia di giovani attori allo sbaraglio e fate loro recitare un giallo di serie B, con una trama sconnessa, battute indicibili e un finale senza senso…».
Nella sua versione italiana lo spettacolo diventa di prosa (non ci sono, dunque parti musicali) e non c’è la rappresentazione di un antefatto in cui si presentano gli attori: la loro performance disastrosa coincide dall’inizio alla fine con quella alla quale assistiamo (nessuna interruzione, dunque, come poteva accadere in “Rumori fuori scena”) e rimane appena un vago accenno che lascia intendere l’escamotage del metateatro.
In attesa che la rappresentazione inizi, quindi, mentre le luci di sala sono ancora accese, vediamo dei “tecnici” piuttosto maldestri alle prese con le ultime sistemazioni della scenografia prima che gli attori vadano in scena. Gianluca Ramazzotti, Gabriele Pignotta, Luca Basile, Marco Zordan, Yaser Mohamed, Viviana Colais, Stefania Autuori, Alessandro Marverti animano le prime scene, caratterizzando i propri personaggi con enfasi melodrammatica, palesando fin da subito la loro inesperienza di palco ed il desiderio di primeggiarvi. Se il meccanismo comico che si innesca può sembrare sciocco e banale, la sua efficacia è garantita innanzi tutto dallo straordinario talento di tutti gli interpreti, che sanno rendere al meglio ciascuno il proprio “disastroso” personaggio «qui a Roma, come a Londra – ha dichiarato il regista Mark Bell –, ho il privilegio di lavorare con attori di grande talento che si impegnano seriamente e quello che vedrete sarà frutto della loro abilità, dedizione e capacità di essere “stupidi”»; in secondo luogo da una regia attentissima e, direi quasi, maniacale che ha studiato con precisione matematica tutti quegli “errori” che devono apparire casuali e sincronizzarsi alla perfezione; in fine – e questa è davvero una delle poche commedie di cui si può affermare ciò – da una scenografia apparentemente deliziosa ma in realtà piena di tranelli e insidie, che contribuisce al 90% della creazione della suspense e del divertimento.
Il risultato è esilarante anche per via dell’ostinata determinazione e paradossale “serietà” con la quale gli attori (finti) vogliono rimanere fedeli al copione a portare a termine la rappresentazione fino all’ultima battuta e l’ultimo gesto. La “stupidità” dei personaggi, dai tratti macchiettistici, è esasperata fino al limite e gli interpreti (veri) dimostrano la loro bravura tanto in questo, quanto nelle loro abilità acrobatiche.
Teatro Greco, via Ruggero Leoncavallo 10 – Roma
“Che disastro di commedia” di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields.
Dal 6 Dicembre 2016 al 15 Gennaio 2017
Laura Mancini

