Mario Calabresi in “Anni Settanta – Terrore e Diritti” 

Dalla cronaca degli anni tra il 1969 e il 1982, periodo che possiamo considerare tra i più drammatici della nostra storia recente, prende spunto la rappresentazione “Anni Settanta – Terrore e Diritti” con Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma. Ideata per raccontare gli anni Settanta, momento storico in cui sono anche nati i diritti, nonché per contrastare lo svanire della memoria che avanza mettendo dei punti fermi, la piece fa tappa a Roma il 7 ottobre 2025 al Teatro Olimpico.

La sceneggiatura è nata a seguito della lettura e dello studio di articoli di giornale e archivi dell’epoca nonché confronti con altri testimoni del periodo preso in esame. Si tratta di una performance fatta di parole, immagini e musiche, che riporta in vita le grandi storie e anche quelle di persone dimenticate o poco note, nell’intento di spiegare come gli anni Settanta siano stati anche un periodo di notevoli conquiste sociali. 

I brani musicali dell’epoca rappresentata fungono da introduzione a ciascun monologo. Le storie delle famiglie dei narratori/protagonisti si intrecciano durante lo spettacolo grazie alla sapiente regia di Bruno Fornasari il quale ha immaginato di creare sul palco una bolla del tempo, in cui gli “attori” sono circondati da oggetti che li portano indietro di cinquant’anni. Libri, fogli, foto, collocati su un grande tavolo che campeggia al centro del palco e affissi a una parete, vengono mostrati al pubblico attraverso delle proiezioni, man mano che la narrazione avanza. I protagonisti si alternano nel racconto e raramente dialogano tra loro con brevi scambi di domande e risposte. Ritroviamo sul palco anche Marco Damilano, che fu testimone all’età di 5 anni del sequestro di Aldo Moro avvenuto nel ‘78, quando passava come tutte le mattine da via Fani per andare a scuola. 

La piece teatrale, unica nel suo genere, si rivela emozionante e coinvolgente, in particolar modo per chi già conosce la cronaca del decennio preso in esame, sia grazie alle storie – una menzione speciale va a quella di Antonia Custra affrontata nella conclusione – sia per il fatto che due dei tre narratori, Calabresi e Tobagi, sono i figli di vittime delle azioni terroristiche di quei tempi. 

Alle narrazioni sul terrorismo si alternano le informazioni sulle conquiste fatte in quegli anni, come le leggi sul divorzio, sull’aborto o la riforma della figura del pater familias, evidenziando i contrasti che in quel momento caratterizzavano la società italiana, la quale da un lato premeva verso il futuro e dall’altro veniva risucchiata dal suo passato nefasto.

L. M.

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