Zastava Orkestar: quei nomadi che trasformano la musica in una festa collettiva

Nemanja Emir Kusturica, regista, musicista e sceneggiatore jugoslavo naturalizzato serbo, tra gli anni ‘80 e ‘90 ha raggiunto il successo internazionale dirigendo pellicole di genere marcatamente surreale e grottesco, caratterizzate da graffianti spunti satirici, che gli sono valse numerosi premi e riconoscimenti. Alle atmosfere dei suoi film ha pensato di ispirarsi un gruppo musicale formato nel 2002, composto da elementi provenienti da alcune tra le migliori orchestre dell’Alta Maremma, scegliendo di utilizzare esclusivamente strumentazione acustica (ottoni, fiati e percussioni).

Zastava Orkestar è il nome della banda di strada che nel 2003 ha cominciato a portare i propri concerti itineranti in giro per l’Italia,
suonando in molte città e festival ed ottenendo ovunque grandi successi. La loro arma per conquistare l’attenzione del pubblico – che diviene tale il più delle volte in maniera inconsapevole – sta nel realizzare in strada delle vere e proprie esibizioni movimentate ed animate da danze e gag che coinvolgono attivamente gli spettatori.   Il repertorio prevede brani della tradizione popolare balcanica: sonorità forse poco familiari alla maggior parte degli ascoltatori ma che risultano immediatamente seducenti ed intriganti; gli arrangiamenti sono originali e non mancano composizioni firmate dalla stessa band.

Le sperimentazioni della Zastava Orkestar investono non solo l’aspetto prettamente musicale, quindi ma anche la ricerca di una particolare forma-spettacolo tipicamente “di strada”, in cui viene rifiutata la tradizionale dicotomia tra chi si esibisce e chi rimane spettatore passivo. Per abbattere queste barriere normalmente tra Zastava e pubblico non si interpongono palco, transenne, microfoni, impianti né intermediazioni di alcun tipo: lo spettacolo può durare fino a 2 ore ed è una festa collettiva alla quale chiunque, nel rispetto degli altri, è libero di partecipare se e come vuole.  

I componenti sono variati nell’arco degli anni ma i “padri fondatori” sono i “tre Barbi” ovvero i fratelli Giulio Barbi, “volto” dell’orkestar, irriverente trombettista, intrattenitore coinvolgente dalla voce squillante; Graziano Barbi (sax) diplomato ragioniere, laureato in scienze politiche, di giorno fail magazziniere e di notte musicista e Gabriele Barbi (trombone a coulisse). Ma oltre ai tre fondatori colpiscono, ciascuno a modo suo, gli altri attuali o ex partecipanti tra i quali  Diego “Il Profeta” Rossi (baritono), musicista e giocoliere che si diletta durante gli spettacoli della Zastava nelle altre arti circensi; Caterina Centenari, all’apparenza dolce e delicata ma tenace al sax soprano; Simone “Il Toro” Bocci, fabbro di professione, archivista ufficiale della band; Eliana Blasi, la quale, diplomata in tromba al conservatorio, da quando è entrata nella Zastava ha dovuto rivoluzionare il modo di suonare il suo strumento; Alessio Tanzini “Alessino” – “Piccolo Lord” che a soli 16 anni ha sposato il progetto suonando alle percussioni.

«Superato un primo periodo “di rodaggio”, abbiamo deciso di fondare un’associazione culturale: ci chiedevano di suonare a festival, concorsi e manifestazioni musicali ed abbiamo cominciato ad accettare dei veri e propri ingaggi – racconta Graziano –; per certi versi potremmo vivere anche solo di questo ma in realtà la maggior parte di noi svolge contemporaneamente altre attività lavorative. Almeno cinque volte l’anno, però, rispettiamo l’usanza di partire per una città senza che nessuno ci chiami ed andare a suonare nelle piazze, da veri artisti di strada».

La Zastava Orkestar

Tra le collaborazioni più prestigiose, la Zastava Orkestar ha accompagnato Bobo Rondelli e l’Ottavo Padiglione al Follonica Etnonedo Festival 2004 e Caparezza in occasione di un concerto a Gavorrano nel 2005.   Suona inoltre con i Gang e con il gruppo Del Sangre (Pisa, Memorial Bandelli 2004), con il progetto Tanaquil di Claudio Raggio e con il gruppo di musica etnica Rasenna, partecipando anche alla realizzazione del loro CD “La Dimensione Del Tempo”.   Nel 2009 realizza il primo album “Balkanic Music From Maremma”, contente anche il video “Bubo e Artidoroe”, realizzato all’interno del circo Oscar Togni con la Collaborazione di alcuni artisti del circo stesso. Nel Gennaio del 2011 esce il secondo cd “O’ Vourdon”, che mescola le registrazioni dal vivo del tour 2010, libere improvvisazioni e alcune poesie zingare.

Laura Mancini

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