Amargi: quel tempo lontano della società madrifocale
La Compagnia di teatro civile Anemofilia – da anni impegnata nella denuncia delle violenze di genere e nella difesa dei diritti delle donne – ha proposto due serate all’insegna del femminile il 18 e 19 gennaio al Teatro Piccolo Re di Roma con “Donne In Viaggio”, comprensivo dei due testi originali Amargi e Bada-Mi.
In occasione della prima serata, Anemofilia ha scelto, con Amargi, di rivalutare la figura della donna e la sua indipendenza partendo da un’analisi alle origini. Il titolo significa in sumero “libertà e ritorno alla Madre” e fa riferimento ai culti della Grande Madre, divinità presente sin dagli albori della storia in Africa, Asia ed Europa. In un dialogo tra donne di epoche assai distanti, reso possibile dalla finzione teatrale, emerge una visione della femminilità forse volutamente estremizzata e drammatizzata nei suoi tratti passati di libertà, solidarietà reciproca e potere decisionale e, d’altro canto, contemporanei di “schiavitù” dal lavoro, dal proprio marito o dai condizionamenti sociali, per un effetto talvolta paradossale ed ironico ma mai comico o privo di riflessione profonda.
Se le donne e madri di ieri non comprendono il concetto di “famiglia naturale” e di “padre”, vengono descritte come fondamento della vita ed il loro culto della divinità femmina appare molto sentito, la sposa di oggi è rappresentata confusa, vittima di uno stile di vita fatto di apparenza, che cerca di seguire senza averlo compreso, alle prese col tentativo di seguire una ritualità pseudo cristiana che evidentemente non sente e conosce solo superficialmente. L’autrice enfatizza il concetto di “caduta delle madri”, riportandosi ad un fenomeno molto concreto, descritto dalla giovane sposa Maria che considera normale che la donna attuale lavori ed affidi la crescita del propri figli ad altre donne che vengono pagate per questo. La regia riesce, con pochi elementi simbolici ed un buon uso di costumi, suoni e luci, a ricreare uno spazio ed un tempo “di mezzo” in cui far avvenire il dialogo tra le quattro protagoniste, rendendolo realistico pur nella sua collocazione surreale. Portato in scena Domenica 19 gennaio, lo spettacolo Bada-Mi è stato anticipato dalla proiezione del reportage sull’universo “badanti”: BADAMI – testimonianze video fotografiche del prendersi cura, realizzato da Mariangela Forcina. Testo vincitore del premio Borrello/Etica in atto 2010 per la nuova drammaturgia civile, racconta e denuncia la condizione delle badanti in Italia. Liberamente ispirato a quattro storie vere, porta in scena il disagio che quotidianamente devono affrontare le protagoniste, affrontando i loro giorni con coraggio ed ironia, trovando la forza d’animo e la capacità di ribellarsi alla sottomissione mentale e fisica, anche grazie al coraggio che nasce dall’incontro e dal dialogo con altre donne.
Testi di Silvia Pietrovanni
Regia di Simone Fraschetti
Con: Rossella Barrucci, Valentina Conti, Isabella Mariucci, Silvia Pietrovanni www.anemofilia.it
Laura Mancini

