I protagonisti delle opere d’arte più famose, restano simbolicamente a casa grazie a Riccardo Pirrone

Gli amanti che si trovano ai piedi delle scale disegnate da Hayez non si baciano più. Dalla collina di Ekberg, non si intravede più nessuno scendere e tra i tratti marcati e i toni accesi e inquietanti di Munch non si manifesta alcuna figura dalle sembianze umane. Lo stesso vale per il Cafè de la Nouvelle-Athènes, a Pigalle di Degas, che è vuoto anziché essere animato dagli abituali avventori. Scompaiono i nottambuli di Hopper e anche i protagonisti a passeggio tra i campi di papaveri, dipinti da Monet.
Si tratta dell’arte ai tempi del Covid-19, ideata dal creativo da Riccardo Pirrone, famoso per le campagne pubblicitarie a base di black humor legate all’agenzia funebre Taffo Funeral Services. Esposta in rete nei giorni scorsi, vuole simboleggiare il vuoto che si sente in questo periodo nel mondo dell’arte.
La campagna sociale Artepidemia
È nata così la campagna sociale #Artepidemia – L’Arte di stare a Casa. Il progetto, dedicato all’Arte al tempo del Coronavirus, trae spunto dal fotografo e pittore Jose Manuel Ballester, il quale aveva già fatto un’operazione simile con i capolavori di altri artisti come Leonardo Da Vinci e Sandro Botticelli. Pirrone ha trasformato questa idea in una campagna di real time marketing. In tal modo, ha prodotto gli interventi grafici sulle opere scelte, insieme al grafico Simone Putignano. La collezione crea nello spettatore un senso di destabilizzazione, al quale segue una riflessione profonda sul significato e sull’importanza dell’arte.
Le opere di Francesco Hayez, Edvard Munch, Claude Monet, Edgar Degas ed Edward Hopper private delle figure umane, rappresentano perfettamente la situazione che si sta verificando attualmente nel mondo, in modo metaforico.
Riccardo Pirrone racconta Artepidemia
Più che un senso di sconforto o un desiderio di protesta, però, l’operazione artistica di Pirrone vuole provocare una reazione positiva a questa Italia mai vista prima e sollecitare il senso di responsabilità della popolazione. Il messaggio è che anche i protagonisti dei quadri più famosi restano a casa e la call to action è quella ad usare la creatività per affrontare al meglio le lunghe ore delle giornate in quarantena.
«Non credo che questa epidemia stia tirando fuori il peggio o il meglio di ciascuno – afferma Riccardo Pirrone –, stare da soli a casa ci costringe ad essere noi stessi. Spesso con i social proviamo a dipingerci per quello che vorremmo essere, a sognare, a divertirci e a interagire. Quando però si chiudono le app, siamo costretti ad accettare che pure domani saremo soli con noi stessi. Anche un pittore non è altri che una persona che sta sola, chiusa in casa, a mostrare se stessa nel mondo».
Laura Mancini




