Suoni ammalianti dall’Egitto e dalla Germania: il flauto e il clarinetto
I primi esemplari di flauto si possedevano già nell’antico Egitto dove veniva suonato insieme ad altri strumenti ad ancia definiti aulòi in Grecia e tibiae a Roma. Il termine “flauto” deriva dal provenzale flaut ma le origini di tale nome sono poco certe. L’ancia, una lama flessibile di metallo o di legno, posta all’imboccatura di alcuni strumenti a fiato, è quella che in genere determina la vibrazione della colonna d’aria all’interno di essi producendo il suono. Ma una delle particolarità del flauto è proprio quella di non possedere l’ancia. Nel Medioevo comparvero due tipi di flauto, quello dritto o dolce, con l’imboccatura a bocchino, del quale si costruivano fino a cinque grandezze dal soprano al basso (flautone), molto diffuso fino all’inizio del XVIII secolo e il flauto traverso, attualmente più diffuso, che si impose a partire dal Settecento dopo i perfezionamenti apportati da Denner e Quanz.
Nell’esecuzione, le progressive altezze della scala si ottengono frazionando la lunghezza della colonna d’aria ovvero aprendo o chiudendo con le dita gli otto fori presenti lungo tutto il tubo, di cui i quattro superiori si suonano con la mano sinistra, i quattro inferiori con la destra ed il foro posteriore si chiude con il pollice della mano sinistra. Il flauto ha una lunghezza che varia tra i 70 e i 130 cm circa.
Clarinetto: origini del nome e dello strumento
Il nome “clarinetto”, invece, deriva dal francese clarinette, una derivazione di clarin(e) che significa “sonaglio” ed è a sua volta un derivato del latino clarus, “suono”. Fu proprio Denner, artigiano di Norimberga, a costruire questo strumento modificando il vecchio chalumeau francese. Strumento a fiato dotato di ancia, nella sua forma attuale è formato da un tubo di legno o metallo dritto che termina ad un’estremità con una piccola svasatura a campana. Fu grazie a W. A. Mozart che il clarinetto divenne uno degli strumenti più importanti dell’orchestra e della banda. Non si hanno informazioni precise sulle sue origini ma secondo una teoria, una canna spaccata da un lato creò il generatore di suono tipico dell’ancia doppia e quindi una canna spaccata in modo da avere una parte più grande ed una più sottile dette vita al generatore di suono tipico della famiglia dei clarinetti: l’ancia semplice battente. La lunghezza media del clarinetto è di 40 cm.
Laura Mancini

