Esraj e Sarangi: l’incantevole mondo della musica indiana

esraj

 

Abbandonando l’excursus nella tradizione musicale europea, si potranno naturalmente scoprire un’infinità di affascinanti strumenti musicali che dai vari continenti, hanno ormai apportato il loro contributo e la loro influenza anche nella musica Occidentale.

La musica classica indiana, ad esempio, è molto spirituale, usata per occasioni religiose e caratterizzata da una struttura rigorosa. Tradizionalmente non è scritta ma è sempre improvvisata dentro le regole che la definiscono.

L’esraj ed il sarangi, tra gli altri originari dell’India, sono indubbiamente due strumenti musicali non molto popolari in Occidente: come molti strumenti dell’Estremo Oriente, non hanno subìto uno sviluppo storico “ordinato” nel tempo, poiché a causa dell’attaccamento alla tradizione tipico di queste regioni, strumenti musicali e oggetti di altro tipo vengono realizzati sempre nello stesso modo, seguendo l’insegnamento tramandato di padre in figlio.

Si tratta di strumenti a corda che hanno una caratteristica comune: le loro corde vibrano per simpatia, ovvero non vengono toccate direttamente dall’arco ma sono sollecitate per mezzo di corde vicine, che entrano in vibrazione una volta strofinate. Proprio questo fenomeno fisico così particolare, anticamente, affascinava tanto gli orientali.  

L’esraj nasce in India settentrionale e si può considerare come un incrocio fra il sitar ed il sarangi. Ha un collo molto lungo (circa 90 cm) e sottile, sul quale si trovano sedici tasti metallici ed una piccola cassa armonica. Le quattro corde principali, in acciaio, passano su un ponticello; le altre, solitamente undici, sono quelle di risonanza. Nell’esecuzione l’esraj viene suonato in posizione verticale e produce melodie piuttosto lamentose. Viene usato soprattutto come strumento solista e per accompagnare il canto di voci femminili.

Anche il sarangi proviene dal Nord dell’India ed è ricavato da un unico pezzo di legno, anche per via delle sue piccole dimensioni (60 cm circa) e della forma tozza, che presenta un restringimento centrale. Le corde (anche qui: quattro principali e undici di risonanza) vengono sollecitate da un arco abbastanza corto, tenuto verticalmente. Il sarangi è uno strumento associato spesso alla danza e alle rappresentazioni teatrali e proprio per questo motivo nella terra d’origine non gode di ottima fama poiché quella delle “ballerine” non è considerata una categoria socialmente accettabile.

Laura Mancini

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