TEATRO VALLE OCCUPATO: DAL 14 GIUGNO, ECCO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Dopo circa 5 mesi di vicissitudini e occupazione, il 20 Ottobre 2011, alle ore 12.00 il Teatro Valle di Roma ha presentato lo Statuto Della Fondazione Teatro Valle Bene Comune.

Gli occupanti hanno intrapreso, fin dallo scorso 14 Giugno, un percorso di lotta, che, attraverso la sperimentazione di una prassi di studio e di autogoverno del teatro, ha permesso di giungere all’elaborazione della pratica attiva di governo del Teatro fatta fin qua dagli occupanti.
Per la vocazione della fondazione, durante la conferenza stampa dello scorso 5 luglio, è stata avanzata la proposta di fare del Teatro Valle un luogo dedicato alle drammaturgie italiane e contemporanee per rispondere all’esigenza di riaprire un processo di narrazione e rappresentazione della realtà, che nell’ultimo mezzo secolo della vita del nostro Paese, ha subito un’involuzione, un congelamento. Data la particolare natura del palcoscenico del Valle, la storia e la preparazione delle sue maestranze, si è proposto inoltre che il Teatro diventi un centro di formazione per tecnici di palcoscenico.
Nel periodo di tempo che ci separa dalla nascita della Fondazione, verranno sperimentate nuove forme di direzione artistica e si darà vita a laboratori e corsi di formazione per il pubblico. Proseguirà inoltre l’impegno del Teatro Valle Occupato nel dare spazio alla musica, al cinema e alla danza.
Hanno già accettato di sperimentare la direzione artistica: Balletto Civile, Elisabetta Pozzi, Renato Carpentieri, Emma Dante, Jacob Olesen, Marco Baliani e Eugenio Allegri, Thomas Ostermeier, Rem&Cap, Scena Verticale, Francesco Saponaro, Teatro Minimo, Teatro Delle Albe, Cristina Pezzoli, Roberto Castello, Anatolij Vasiliev, Serena Senigaglia, Sergio Bini e Bustric, Pippo Delbono, Paolo Rossi, Arturo Cirillo, Ottavia Piccolo, Elio De Capitani, Sergio Tramonti, Antonio Rezza, Fanny&Alexander, Davide Iodice, Adriana Borriello e il collettivo dei drammaturghi.
Inoltre, alle attività del teatro, parteciperanno, tra gli altri: Romeo Castellucci, Luca Ronconi, Peter Stein, Valerio Binasco, Danio Manfredini, Paola Bono, Ugo Chiti.
Il documento dello statuto, inoltre, sarà inserito in un’apposita sezione del sito www.teatrovalleoccupato.it grazie ad innovativi sistemi tecnologici, per contemplarne e integrarne al suo interno qualunque proposta e dare la possibilità a tutti di vederne, in itinere, le modifiche. La Statuto sarà così uno “Statuto Partecipato”. I contributi pervenuti verranno presi in considerazione, assemblati ed elaborati per presentare entro la fine di novembre la seconda revisione dello Statuto Partecipato, eventualmente reiterando un secondo periodo di contribuzioni.
Nelle prossime assemblee verrà presentato anche il Codice politico della Fondazione, una elaborazione avanzata della vocazione del Teatro Valle, la gestione economica e i bilanci previsionali delle future stagioni.
La forma giuridica è quella della fondazione: la Fondazione Teatro Valle Bene Comune per la Drammaturgia Contemporanea, con sede al Teatro Valle, per una durata illimitata nel tempo.
Possono far parte della Fondazione tutte le persone che siano attivamente coinvolte nella battaglia per la cura della cultura come bene comune, che si riconoscano nello Statuto ed intendano collaborare per il raggiungimento dello scopo sociale. I soci ordinari della Fondazione sono definiti “comunardi”. Finalità sarà, ovviamente, la promozione della cultura come bene comune, di tutti i collegamenti con le altre vertenze per i beni comuni necessari per il pieno riconoscimento della cultura come bene comune e della piena soggettività giuridica e politica dei lavoratori intermittenti.
Ma non solo: anche la pratica attiva ed artistica del ripudio della guerra e di qualsiasi forma di dominio, di sfruttamento, di oppressione e la lotta per la riconversione di ogni risorsa dedicata al perseguimento di tali pratiche a favore della cultura e dei beni comuni; la gestione del Teatro Valle Bene Comune secondo la sua Vocazione, come Teatro votato alla produzione, all’ospitalità e alla promozione della drammaturgia italiana e contemporanea, agli scambi con l’estero, alla ricerca, alla formazione dei lavoratori del teatro, ad un rapporto continuo di scambio culturale coi lavoratori e col pubblico del teatro che favorisca la crescita del pubblico, dei lavoratori, del Teatro.
L’organo sovrano della fondazione è l’Assemblea, l’unico non turnario della fondazione, ove i lavoratori dello spettacolo e la cittadinanza possono portare il loro contributo alla gestione del Teatro e della Cultura come Bene Comune, in maniera continuativa, ciascuno secondo le sue possibilità. È l’assemblea a delineare gli indirizzi generali delle attività della fondazione e la politica del teatro e ad ad approvare i bilanci e a dare continuità alla gestione del Teatro.
L’assemblea svolge il suo ruolo di organo sovrano di direzione del Teatro in prima persona o tramite la nomina di altri organi.
L’esecutivo è un organo eletto dall’assemblea, i suoi membri servono su base turnaria e devono essere espressione della pluralità della composizione sociale e professionale dell’assemblea.
Sono compiti dell’esecutivo attuare le direttive generali stabilite dall’Assemblea, predisporre il bilancio della Fondazione, redigere la “chiamata” per la selezione della direzione artistica (secondo la Vocazione del teatro), vagliare le proposte e motivare la scelta del progetto di Direzione Artistica selezionato all’assemblea.
La durata temporale della direzione artistica è indicata nella “chiamata”, mentre il progetto può essere articolato liberamente dagli artisti/operatori seguendo diverse linee di direzione: singolare o d’ensamble, modulare secondo la linea temporale (alternanza) o funzionale (divisioni di compiti). La direzione artistica risponde del suo operato nei confronti dell’Esecutivo, dell’Assemblea e del Comitato dei Garanti.
Il Comitato dei Garanti è l’organo supremo di giurisdizione interna e di garanzia esterna del Teatro Valle Bene Comune. Composto da tre componenti selezionati dall’Assemblea fra esponenti di indiscussa fama e carattere morale, ha il compito di verificare se la forma statutaria corrisponde alla prassi e alle esigenze della Fondazione, proporre eventuali soluzioni, dirimere ogni controversia interna alla Fondazione.
Laura Mancini

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