Giammarco Gargiulo: un romanzo scolpito nel tempo

Tra le nuove voci di SBS Edizioni presenti all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino 2025 c’è anche Giammarco Gargiulo, col suo romanzo “Amezaiku. Storia di attimi intagliati”. Gargiulo nei giorni scorsi ha presentato l’opera presso la Sala Nuovi editori, al Padiglione 1 e ha anche incontrato il pubblico allo stand SBS Edizioni (postazione E36) per i firmacopie.

Il tuo romanzo si ispira all’arte giapponese dell’amezaiku. Cosa ti ha affascinato di questa tradizione e come hai deciso di intrecciarla alla narrazione?

«L’amezaiku è l’antica arte giapponese della lavorazione dello zucchero che, vetrificato, assume la forma di piccole sculture. Quello che mi affascina di quest’arte è la pazienza e i gesti minuziosi che non temono lo scorrere del tempo. Per creare dei buoni amezaiku ci vuole una lentezza priva di rumore che è assolutamente antitetica a ciò che connota l’odierna società occidentale: velocità e produttività a tutti i costi, continua proiezione nel futuro spogliando i singoli attimi di ogni valore, rumore che non permette di fermarsi e riflettere. Il romanzo tratta questa tematica: l’impossibilità dell’uomo di vivere il presente. L’amezaiku, nel romanzo diventa metafora di momenti di svolta nella vita di una persona che vengono cristallizzati e che diventano un memoriale di momenti preziosi vissuti nel presente. L’amezaiku è un invito a vivere ogni momento anche il più fugace. È un qualcosa che ci riporta all’unico tempo che dovremmo vivere: il presente».

La memoria e il tempo sono temi centrali nel libro. Come li hai voluti rappresentare attraverso la storia del protagonista?

«Il protagonista, Karl Wurth, è un uomo fortemente insoddisfatto, segnato dal suo passato, che cerca un modo per risolvere i suoi problemi. Lo fa mettendosi in viaggio, alla ricerca di pace, salvezza, felicità. Lui crede che la felicità sia il premio per il raggiungimento di obiettivi sfidanti. Per questo vive continuamente proiettato al futuro cercando di raggiungere quanto si prefigge. Oltre al futuro, c’è un altro tempo fondamentale nel romanzo: il passato che ha segnato Karl e che lui rifiuta in quanto molto doloroso. Il romanzo, dunque, oscilla come un pendolo tra questi due tempi che tengono imprigionato il protagonista impedendogli di vivere l’unico momento realmente esistente: il presente. In questo contesto la memoria ha un ruolo importante, perché rappresenta l’unico modo per rivivere gli eventi dolorosi del proprio passato affrontandoli e cominciando quel percorso di guarigione di cui Karl ha grande bisogno. Inoltre rappresenta l’ancora ai rari momenti di svolta nella vita di un uomo vissuti veramente nel presente. La memoria riporta a quei momenti invitando Karl, ma anche tutti i lettori, a vivere per quanto possibile ogni attimo, anche il più fugace».

Che tipo di risonanza hai ricevuto dal pubblico dopo l’uscita del libro?

«Con mio grande piacere il libro sta avendo un’ottima risonanza tra il pubblico. Le ragioni sono varie a partire dalla sponsorizzazione della casa editrice tramite eventi e fiere fino ad arrivare all’apporto di Giunti che sta credendo nel libro e al passaparola. Ma c’è una cosa che mi viene riferita spesso dai lettori: loro si riconoscono nel protagonista e la sua storia è la storia di molti. Il libro infatti è dedicato “ai cercatori di vita persi nella ricerca, agli sconfitti incapaci di aprire i propri pugni, ai sopravvissuti che indossano solitudine per fuggire la sofferenza”. Questa dedica spinge molte persone a leggere il romanzo».

Partecipare al Salone con altri autori emergenti rappresenta un’opportunità speciale. Cosa ti aspettavi da questa esperienza?

«Per me partecipare al salone di Torino è stato un grandissimo privilegio. Ho sempre sentito parlare di questa fiera, ma non ero mai riuscito ad andarci. Ora che ho avuto la possibilità di essere lì in veste di scrittore mi è sembrato incredibile. Al salone sono sempre presenti molti scrittori e persone interessate al mondo del libro. Per questo credo che questi giorni siano stati una grande occasione di condivisione e crescita personale. Inoltre, non ultimo in termini di importanza, poter vestire anche i panni dello spettatore e acquistare libri autografati di altri scrittori, è stata una bellissima esperienza e opportunità. Sono tornato a casa con un trolley bello pesante!»

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