Rimbamband show al Brancaccino

Il Rimbamband Show, scritto e “presentato” da Raffaello Tullo, affiancato sul palco da Renato Ciardo, Vittorio Bruno, Nicolò Pantaleo e Francesco Pagliarulo potrebbe, per certi versi, somigliare ad uno spettacolo di cabaret. I protagonisti, infatti, non perdono occasione per fare i buffoni, raccontandoci a suon di musica, mimi e teatrini, la loro storia fatta di bisticci, invidie, gelosie e litigi, di manie di protagonismo e tentativi di usurpare la scena.

L’effetto è senza dubbio spassosissimo e se l’intento è quello di far ridere, la band ottiene facilmente questo risultato con la sua simpatia spontanea, fresca, coinvolgente, forte di un umorismo immediato ed intramontabile che si esprime in battute e doppi sensi semplici e di sicuro effetto.

Oltre a questo, però, si avverte qualcosa di più. I musicisti della Rimbamband, infatti, sono, sì, dei “buffoni”, ma lo sono in modo raffinato. Si avverte tanto nelle loro interpretazioni strumentali quanto in quelle recitate, una preparazione di  livello, un ottimo gusto ed una certa ricercatezza che fanno la differenza.
E se questi “artisti del gioco” scelgono come linguaggio quello comico/demenziale, lo fanno, tra l’altro, con una buona dose di fantasia ed originalità: oltre agli strumenti convenzionali – voce, tastiera, percussioni e contrabbasso – si ricorre di tanto a strumenti meno convenzionali per suonare una canzone – la testa rasata di Raffaello Tullo diviene, ad esempio, un tamburo – e, viceversa, la musica diventa parte della narrazione e del recitato o, ancora, una fisarmonica insieme ad un sax si trasformano, all’occorrenza, in una macchina da scrivere; i quattro interpreti si rivelano inaspettatamente anche polistrumentisti, saltando da uno strumento all’altro. Nelle loro battute stanno al passo coi tempi, si riferiscono alla realtà attuale e poi, ancora, ballano il tip tap, propongono esilaranti riedizioni dei loro stessi sketch in versione araba e poi cinese (quest’ultima tendente, ad un certo punto, più che altro al giapponese). Tutto ciò in un unico fluire di inesauribile di energia che arriva dritta al pubblico, contagiandolo, forse, con quel sano “rimbambimento” a cui si riferisce il  nome della band.
Dal 9/11 al 2/12
Via Mecenate, 2 – Roma tel. 06.80687231
Giovedì – Sabato ore 21.30, Domenica ore 17,30
Prezzi: da 18 a 10 euro

Laura Mancini

Potrebbero interessarti anche...