Simone Da Pra: la musica ha un potere immenso

Dal 30 Marzo 2018 è in radio il brano Passerà (prod. Big Fish e Marco Zangirolami), composto ed interpretato da Simone Da Pra. Disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming, questa canzone si rivela fin dal primo ascolto molto personale, sentita e toccante.

Ne parlo con l’autore. In Passerà parli della necessità umana di sognare ed esorti a rialzarsi sempre anche di fronte alle difficoltà che sembrano insormontabili. Chi ascolta questo brano può identificarsi nelle tue parole per i più disparati motivi e provenendo da situazioni molto diverse tra loro.

Tu credi, in questo senso, nel potere della musica? «Sì, la musica ha un potere immenso. Ora infatti, vanno per la maggiore i temi negativi nei testi delle canzoni italiane e non solo. Gli argomenti negativi “funzionano” e la discografia, conoscendo il potere della musica, sfrutta questa “tendenza” in senso commerciale. Spesso, quindi, si producono tanti brani che puntano sul potere distruttivo della musica anziché su quello costruttivo che non va di moda. Io me ne frego e voglio fare quello che sento, senza ragionamenti strategici e commerciali. Ma sono contento che Passerà sia piaciuto anche se è un po’ fuori moda: mi sto accorgendo che l’atteggiamento di chi mi ascolta sta cambiando e che molte più persone credono in quello che faccio».

Quando hai pensato a questo brano lo hai fatto istintivamente o anche pensando ad un messaggio da condividere? «Passerà l’ho scritta innanzi tutto per me, è nata casualmente e solo dopo mi sono reso conto che avrei potuto pubblicarla e sono stato contento dei consensi che ha già raccolto.»

Simone è protagonista e ideatore del video di Passerà, prodotto da Fabiana Maria Lavezzi e diretto da Samuele Dalò, con la partecipazione degli interpreti Federica Valle e Basilio Tabacchi. Il video è ambientato tra i suggestivi boschi innevati ed i laghi ghiacciati della località di Pieve di Cadore(BL), nel cuore delle Dolomiti.

Come nascono i tuoi brani, qual è il tuo metodo compositivo? «Le mie canzoni nascono a casa, da ciò che sento emotivamente. Non scrivo su qualsiasi cosa e rispetto al passato, ora prima di partire da qualcosa che sento per comporre un brano mi chiedo se abbia senso parlarne in musica: sono molto più selettivo sugli argomenti. In studio, poi, con i “veri” musicisti e gli arrangiatori le canzoni prendono vita.»

“Passerà” è il preludio per un nuovo album? «Ho tanti brani fermi, non so se usciranno mai e affronterò uno scalino alla volta in questo mio nuovo percorso. Ora sento prima di tutto l’esigenza di scrivere.»

Chi è Simone Da Pra

Simone (classe 1985), originario di Pieve di Cadore ha cominciato nel 2002 a registrare i suoi primi brani sotto pseudonimo e ha debuttato ufficialmente nel 2006 con il disco “Vita di ragazzi di oggi”. Nel 2008 è stata la volta di “Bancarotta”, un Ep composto da 18 brani incentrati su tematiche giovani e di protesta sociale. Nel 2010 ha pubblicato “CabaRap”, in collaborazione con Linus e Nicola Savino e nel 2013 il singolo Sempre più scemo ha anticipato l’uscita del suo terzo album “Crisi d’identità”. Nel 2015 c’è una svolta artistica che coincide con la scelta di utilizzare il suo vero nome e Simone Da Pra pubblica “Libero”, Ep che include i brani Potrei essere proprio lei e L’amore è amore. La musica di Simone Da Pra tocca temi come il “femminicidio” e la “violenza” in ogni sua forma ed è il frutto di un’esperienza personale drammatica, legata alla morte di sua madre avvenuta nel 2001 per mano di un uomo che la perseguitava da tempo. Il trauma della perdita dell’unico punto di riferimento affettivo ha influenzato Simone e tutto il suo mondo musicale.

Raccontaci del tuo percorso artistico: sono 16 anni che lavori in ambito musicale. Dopo tutto questo tempo e tante esperienze, cosa pensi di aver imparato, quali sono le tue linee guida in questo momento del tuo lavoro? «La musica è qualcosa che cambia sempre così come le sue regole. Vengo da 3 anni di inattività e rientrandoci mi sono accorto molto di questo fatto e ho capito anche che non si possono mettere dei paletti. Anche la promozione è cambiata molto con i social. Al di là di questi cambiamenti, io cambio, però, fino ad un certo punto. In passato ho usato un nome d’arte per crearmi un’identità parallela, dimenticare la realtà e cercare di stare bene. Ora, finalmente, mi sento pronto per usare il mio nome ed il cambiamento più importante che mi riguarda, già dalle mie produzioni del 2015, è che adesso racconto nella musica quello che sono veramente io. Dalla musica si impara molto e non si smette veramente mai. Io vedo la linea dello start sempre vicina a me e l’arrivo sempre più lontano e non penso che questo sia negativo

Il video di Passerà al seguente LINK

Laura Mancini

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