Fumetti e robot al mercato. Quando arte e commercio vanno a braccetto
Roma è una città grande e talvolta dispersiva; in una Capitale in cui l’offerta delle attività da svolgere è vastissima, paradossalmente, le occasioni di incontro diminuiscono. Nonostante le difficoltà nel trovare un’occupazione tocchino anche gli abitanti di questa città, la media dei giovani e delle persone di mezza età segue uno stile di vita dettato da ritmi frenetici.
Perché queste premesse? Cosa c’entrano con l’arte? Bene: alla base della mostra “Fantascienza”, ideata e curata da Marco Panella, inaugurata il 15 ottobre 2014, c’è proprio l’intenzione di far sì che i mercati rionali – quattro in particolare: Unità a via Cola di Rienzo, Vittoria a via Sabotino, Pinciano a via Antonelli e Savoia a piazza Gimma – divengano qualcosa di più di un luogo dove si recano a fare la spesa i pensionati (e loro sì che si fermano a fare due chiacchiere, tra il banco della frutta e quello del pesce!). Esporre delle opere potrebbe creare l’abitudine, nei cittadini, di vedere nel mercato un luogo dove passeggiare, dove osservare, dove fermarsi per incontrare i vicini del quartiere. La speranza è che, sfruttando, così, le potenzialità di questi spazi, il pubblico (e la clientela) aumentino e si possano, un domani, protrarre gli orari di apertura, pensando anche a quei potenziali fruitori che lavorano e devono necessariamente preferire il supermarket al mercato.
Fantascienza 1950 – 1970 l’iconografia degli anni d’oro dal 15 ottobre al 23 novembre 2014
La scelta delle opere in questione, però, non è casuale e neanche secondaria: le 280 stampe affisse sulle pareti o sulle persiane delle botteghe chiuse del mercato, raffigurano immagini suggestive di astronavi, robot, marziani e dischi volanti provenienti da vecchie pubblicità, fumetti, riviste o rotocalchi e racconteranno al pubblico il linguaggio estetico di vent’anni di fantascienza per come la si è vista e vissuta in Italia. Il periodo in cui questa iconografia si conclude, gli anni settanta, coincide in qualche modo con quello della nascita dei mercati rionali romani che, ospitando queste opere, tentano simbolicamente di ricucire il divario temporale rappresentato da questi due eventi (la fine degli anni d’oro della fantascienza e l’inizio del successo dei mercati rionali). L’iniziativa si inserisce nel Progetto di Valorizzazione dei Mercati Rionali Storici di Roma, promosso da U.P.V.A.D. e Co.Ri.De in collaborazione con Roma Capitale – Municipio di Roma Centro e Municipio Secondo.
Laura Mancini



