IL PIRANDELLO ATTUALE DI GIULIA FRANCHI

Ha debuttato il 1° Aprile e resta in scena fino al 12 del mese, lo spettacolo tratto dalla novella di Luigi Pirandello “L’altro figlio”, per la regia di una giovanissima e preparata Giulia Franchi, che vede protagonisti quattro ottimi interpreti della compagnia della Sala Orfeo del Teatro dell’Orologio di Roma.
Quella narrata è una storia di emigrazione. Ma più che la storia di chi parte in cerca di una vita migliore questa è la storia di chi resta. Di una terra abbandonata, di vecchi, mogli e madri rimasti soli e costretti a rimboccarsi le maniche e a reagire, ognuno a modo suo, con le lacrime o con il sarcasmo. Una storia che nasce in Sicilia, ma che si ripete in ogni epoca e in ogni luogo.
Protagonista una donna anziana e ridotta in miseria, Maragrazia, due figli lontani, che non danno notizie, e un altro figlio rifiutato, perché frutto di uno stupro subito in gioventù. È l’interprete di un rituale quasi grottesco, la stesura di una lettera che non arriverà mai, e dal pathos del lamento di una madre abbandonata emergono continue dissonanze che fanno intravedere interessi assai meno nobili e una personalità forte e complessa.
Bellissimi giochi di luce, complici di una scenografia suggestiva, lasciano intuire profondità di spazi infiniti, come infinito sembra essere anche il tempo, scandito da gesti lenti e protratti, in alcuni momenti, fino all’estremo delle loro possibilità espressive: la vecchia Maragrazia, una Caterina Merlino che con abilità trasforma il suo corpo in quello di un’anziana malandata e sofferente, si sofferma a lungo sotto un lampione, a girare e rigirare fra le mani quel pezzo di carta dove non ci sono altro che sgorbi, cercando di vedervi, ad ogni costo, le parole di una lettera da lei pensata e dettata più volte, negli anni. Ma non c’è modo di aggrapparsi a quell’illusione e la speranza svanisce. Il desiderio della protagonista di trattenere ciò che ormai è perduto, si intravede ancora nel tentativo di fermare un passante nell’ombra: personaggio simbolico che rappresenta la desolazione lasciata dall’emigrazione. E questi sono solo esempi dei tanti sentimenti resi con maestria.
Gioca con la voce e con il flebile suono emesso da un’armonica a bocca, l’interprete Gianni Dal Maso. Spicca, tra gli altri, una Laura Sinceri giovane e viva.
Questo “L’altro figlio” presentato dalla compagnia della Sala Orfeo, è un atto unico della durata di 50 minuti che tiene incollati sulla scena gli occhi degli spettatori e non permette distrazioni: i dialoghi sono brevi, le battute incisive, i silenzi lunghi e palpabili ma la tensione si percepisce incessantemente e la si porta per un po’, con sé, anche dopo essere usciti da teatro.
“L’altro figlio” tratto dalla novella di Luigi Pirandello
Drammaturgia: Caterina Merlino
Regia: Giulia Franchi
Con: Caterina Merlino, Gianni Dal Maso, Simone Perinelli e Laura Sinceri
Aiuto regia: Alessio Rizzitiello
Disegno luci: Leone Orfeo
Scenografia e costumi: Massimo Bellando Randone
Laura Mancini

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