Carolina Giudice Caracciolo. Raccontare l’identità attraverso la finzione

Tra gli autori della casa edtrice SBS Edizioni che parteciperanno all’incontro collettivo Nuove voci, nuove visioni: gli autori SBS Edizioni, in programma domenica 18 maggio dalle 14:30 alle 15:30 presso la Sala Nuovi editori (Padiglione 1) c’è anche Carolina Giudice Caracciolo con il suo “Maschere dell’anima”. Una raccolta di racconti che affronta le sfumature dell’identità, tra ruoli sociali, emozioni trattenute e verità interiori. Carolina sarà disponibile poi allo stand E36 al PAD 1 dall’editore per incontrare i lettori e firmare le copie del suo libro.

Il tuo libro è un racconto che indaga l’identità e l’interiorità. Da dove nasce l’idea di scrivere di queste “maschere”?

«Nasce dall’idea di voler narrare una storia autentica. Questa è una storia che potrebbe essere alla portata di tutti, ho voluto narrare le più ampie sfaccettature dell’animo umano. Tutto questo è stato collaudato da una creatività, aiutata da emozioni personali».


Le emozioni che emergono nei testi sono spesso intime, contraddittorie. Qual è il filo rosso che le lega secondo te?

«È molto semplice: la voglia di confessare segreti e turbamenti della vita del protagonista. Questo romanzo ha l’obiettivo di creare una forte empatia tra il lettore e il narratore, facendogli vivere le stesse emozioni e tutto ciò che prova il protagonista. È una storia semplice ma vera. Tutto ciò che ho voluto narrare sono tematiche che purtroppo molte volte si provano nella vita ma si tendono a mascherare dietro una maschera di protezione. Il mio obiettivo principale durante la stesura, è stato quello di creare una storia potente e vera, dove tutti potrebbero capire il vero significato su queste maschere ingombranti, indossate nel nostro quotidiano».

Cosa hai scoperto su te stessa o sul tuo modo di scrivere dopo aver incontrato i primi lettori?

«Ho capito che è una cosa meravigliosa poter emozionare ed entrare nel cuore dei lettori con ciò che scriviamo. Potrebbe essere scontata la mia risposta, eppure non è così. Non sempre si riesce a tirare fuori ciò che si ha dentro. Ho avuto consensi positivi, sia per la storia narrata e anche per il tipo di narrazione svolta. Ho ancora molto da imparare stilisticamente, ma sono estremamente grata per come stia andando il mio nuovo romanzo».

Cosa provi a partecipare al Salone di Torino con un libro così personale?

«È sempre stato un grande sogno poter essere presente a questa fiera. Penso vivamente che per noi autori sia una grande opportunità per farci conoscere da un grande pubblico di lettori, oltre che a un grande arricchimento personale».

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