“Arianna” di Anton Cechov, prima uscita della nuova collana “Enne Classics”: intervista a Lucia Pasquini di Intrecci Edizioni
Anton Pavlovic Cechov (Taganrog, 1860 – Badenweiler, 1904) è stato uno scrittore e drammaturgo russo. Si iscrive alla facoltà di medicina e durante il periodo universitario inizia a pubblicare delle novelle su riviste umoristiche. Dopo la laurea esercita la professione di medico sempre più sporadicamente, il più delle volte a titolo gratuito per aiutare i poveri contadini che vivevano nel paese vicino Mosca in cui aveva acquistato una tenuta. Si concentra invece molto sulla scrittura, prima lavorando come giornalista, poi scrivendo racconti (nel periodo tra il 1884 e il 1900) e infine dedicandosi totalmente alle sue opere teatrali. Sposa nel 1901 l’attrice di teatro Olga Knipper, ma trascorrerà molto tempo in solitudine a causa di una grave tubercolosi che gli impediva di vivere con lei in città. Tra i suoi racconti si ricordano: “La steppa” (1888); “La camera n°6” (1892); “Il racconto di uno sconosciuto” (1893); “Nel burrone” (1900). Tra i suoi drammi teatrali si ricordano: “Ivanov” (1887); “Il gabbiano” (1895); “Zio Vanja” (1899); “Le tre sorelle” (1901); “Il giardino dei ciliegi” (1904).
Arianna di Anton Cechov: di cosa narra questo racconto dell’autore russo?.
«Durante un viaggio in treno, un giovane incontra un uomo che gli racconta del suo folle amore per una giovane donna di nome Arianna conosciuta tempo prima».
Arianna è pubblicato da Intrecci Edizioni nella nuova collana “Enne Classics”: quali sono le caratteristiche che deve avere un’opera per rientrarvi?
«Dal nome della collana si evince già che il titolo deve essere un classico senza tempo della letteratura. La caratteristica principale che deve avere è quella che ci deve piacere. Un’altra fondamentale caratteristica risiede nell’originalità e nella bassa notorietà del racconto proposto. Infine, il racconto non deve essere troppo lungo, per poterci permettere di proporre un piccolo tesoro sommerso ad un prezzo veramente competitivo».
So che per inaugurare la vostra nuova collana avete svolto un lavoro preliminare di ricerca minuziosa nelle biblioteche e nei mercatini dei libri usati. Vuole raccontarci qualche particolare di questa appassionante “avventura letteraria”?
«Appena abbiamo deciso di voler aprire questa collana, la nostra prima domanda è stata quella di dove poter reperire il materiale. Da questo punto di vista i mercatini sono dei veri e propri ricettacoli di diamanti letterari di ogni genere. Non perdiamo occasione, ogniqualvolta ci capiti, di curiosare nelle scatole piene di vecchi libri impolverati delle fiere e dei mercati dove potrebbe nascondersi ciò che cerchiamo».
Arianna Kozlović è un personaggio davvero sgradevole e negativo. Secondo lei, perché Cechov ha deciso di dedicare un racconto a questa controversa figura femminile? C’è forse uno sfondo autobiografico nella vicenda?
«Onestamente non so se ci possa essere qualcosa di autobiografico in questo racconto. Quello che mi ha fatto riflettere e sorridere allo stesso tempo durante la sua lettura, è che possono passare i secoli, cambiare le abitudini, i riti, le tecnologie, ma l’uomo resta sempre legato ai suoi desideri e fa di tutto per cercare di realizzarli. Ed è questa la vera molla che spinge i due protagonisti Ivan e Arianna, il desiderio. Quindi direi che questo è un racconto molto attuale ma non per suo “merito” ma in quanto l’uomo, pur modificandosi sostanzialmente nel suo esteriore, al suo interiore resta sempre lo stesso».
Dalle parole dell’autore russo: “Continuo a non avere un punto di vista politico, religioso e filosofico ben definito. Cambio ogni mese, per cui sono costretto a limitarmi a raccontare come i miei eroi si amano, si sposano, mettono al mondo dei figli, parlano e muoiono”. Chi era Anton Cechov? Qual era la sua visione della vita?
«Anton Cechov era a suo modo un ribelle dell’epoca. Aveva ripudiato tutto quello che proveniva dalla sua famiglia, dall’educazione molto rigida, alla religione vista come uno stile di vita da seguire. Lo definirei un anarchico individualista e materialista ante litteram, e questo suo modo di essere, di pensare e di vedere la vita traspare molto in ogni sua riga».
In generale, cosa l’ha colpita maggiormente dello stile narrativo di Cechov?
«Lo stile di Cechov, come quello di molti suoi conterranei, è uno stile estremamente moderno. Mi stupisco sempre nel riscontare tanta contemporaneità in un classico della letteratura russa, a partire dal linguaggio sino a giungere al racconto della società e allo sviluppo del carattere dei personaggi».
Quali saranno le prossime uscite della collana “Enne Classics”?
«La prossima uscita sarà una raccolta di racconti brevi di Kafka, anche questi piccole gemme nascoste al grande pubblico».
Titolo: Arianna
Autore: Anton Cechov
Genere: Racconto
Casa Editrice: Intrecci Edizioni
Collana: Enne Classics
Pagine: 60
Prezzo: 6,00 €
Codice ISBN: 9788831398176

