Così distanti, così vicini: punti di contatto tra cultura e poesia araba e italiana

In Italia associamo ormai con facilità l’immagine generalizzata del popolo arabo con quella di immigrati (talvolta clandestini), la cui presenza avvertiamo spesso come invadente, fastidiosa oppure di fanatici religiosi, classificando, in linea di massima, la società araba come “troppo lontana” dalla nostra perché un’integrazione o una comunicazione possa mai avvenire.
L’intento della compagnia Deserto Meridiano con lo spettacolo “Ostinatamente Puri” in scena alla Casa delle Culture di Roma potrebbe quindi, essere quello di far rivivere e sentire la cultura arabo – mediterranea dalle origini ai giorni nostri attraverso un concerto teatrale di poesia araba.

Suoni e versi arabi, grida di rabbia, gemiti d’amore, musica, danza e canti come centri concentrici che raccontano al pubblico in lingua Italiana e Araba, l’amore, l’odio, la guerra, la lontananza, il desiderio, dagli albori del mondo arabo, attraverso importanti poeti, quali Al-Niffari, Abu Nuwas, Al Gazzar, Al Shanfara, Ibn Al-Rumi, Al Buhturi ed Omar Khayyam, Abouelkassem Chebbi, Nizàr Qabbaàni.
Si tratta di una drammatizzazione del poetico in musica e danza che rispecchia l’anima e il pensiero del popolo arabo, vicini, uniti e simili ai popoli del mediterraneo nel vivere i grandi avvenimenti della vita (nascita, vita, morte) che ci accomuna pur con dovute differenziazione.
In collaborazione con il Centro Socio  Culturale Tunisino a Roma
Con: Guido RUVOLO, Achille BRUGNINI, Teodora  NADOLEANU, Kais BOUMAIZA
Chokri ben ZAGHDANE Liuto, Khaled ben SALAH percussione, Giusi KHEMIRI canto arabo, Lucy danza del ventre

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