Sold out per la prima registrazione al Circolo Ricreativo Caracciolo di Roma di “Stand Up Comedy”, nuovo show di Comedy Central (Sky 124).
Il format di “Stand Up Comedy” – orgogliosamente vietato ai minori – è caratterizzato da monologhi inediti, a volte spregiudicati: i temi trattati, senza censure e inibizioni, sono i più disparati (sesso, religione, malattie, droga) e si punta su una comicità di tradizione anglosassone caratterizzata da una vena cinica a volte anche dura, che ribalta i classici dettami della comicità maggiormente in voga da noi.
Sul palco niente orpelli scenici: soltanto un’asta, un microfono ed i comedians protagonisti assoluti,
che si alternano e danno vita ad una satira di alto profilo. Capitanati da Filippo Giardina, fondatore del progetto “Satiriasi”, si alternano con i loro monologhi Francesco De Carlo, Giorgio Montanini, Saverio Raimondo, Pietro Sparacino e Mauro Fratini mentre Velia Lalli che fa anche da presentatrice.
È il 2009 quando Filippo Giardina dà vita a Satiriasi: una rassegna di satira in scena nei teatri della Capitale, formata da comici che provano a portare in Italia un genere non conosciuto e formano, poi, un Movimento Culturale con tanto di Manifesto arricchito da quindici regole che devono rispettare, come quella di non utilizzare travestimenti, non ammettere pezzi che ispirino forme di violenza, non definirsi “cabarettisti”, non fare comizi politici né giochi di parole.
Si dà spazio, così, ad un salotto culturale che bandisce ogni forma di ipocrisia e perbenismo. I produttori televisivi si sono accorti della novità e da qualche settimana nel nostro Paese pare si stia respirando un’aria nuova nel palinsesto dei programmi. Il 6 maggio, infatti, è partito su Rai 3 in
seconda serata un nuovo showche punta tutto sulla stand up comedy. A condurre Nemico Pubblico (questo è il titolo della trasmissione) è Giorgio Montanini che in casa Rai si è portato le penne di altri due colleghi, Giardina e De Carlo, per trattare i temi sociali più controversi dell’attualità, dalla violenza sulle donne al razzismo, dalla terza età all’omofobia passando per l’indifferenza e la discriminazione verso le categorie socialmente deboli.
La voce che ci sarebbe stata una registrazione live di “Stand Up Comedy” per farne, inoltre, una trasmissione su Comedy Central – Sky 124 (canale satellitare di VIMNI dedicato 100% al comedy) si è sparsa, poi, in fretta riscuotendo grande successo ed ottenendo il tutto esaurito al Circolo Caracciolo di Roma.
I volti dei comedians si avvicenderanno così, a ritmi serrati – più del solito, considerando che in occasione di queste registrazioni si devono rispettare i tempi televisivi – in una nuova trasmissione da non perdere.
Dopo l’introduzione del sesso debole (che tanto debole non appare) fatta da una Velia Lalli – sfogo della frustrazione femminile di fronte ad un mondo dominato “dai froci” – Pietro Saracino e le sue disavventure paradossali con la Guardia di Finanza sono seguiti dal motivetto pericolosamente orecchiabile di “Lecco la fica” (ebbene sì!) canticchiato da Filippo Giardina che,

snobbando il nudo artistico invoca l’esposizione del “pelo di sorca”. Con Mauro Fratini il pubblico ormai “scaldato” esplode nelle risate più liberatorie ascoltando una geniale rivisitazione dei brani biblici e rimane, invece, a dir poco impaurito di fronte all’incedere incattivito di Saverio Raimondo il quale, con la sua satira sul regime alimentare, inneggia al cannibalismo come soluzione alla sovrappopolazione terrestre. Francesco De Carlo prende spunto dal tema dei sondaggi fino a giungere imprevedibilmente ad una lunga dissertazione sul singhiozzo e Giorgio Montanini raggiunge l’apice del cinismo tentando di smascherare la religione e le sue fregature.
“La satira necessita di punti di vista, per questo motivo ognuno di noi è autore dei propri testi” recita una delle regole del Manifesto della compagnia; ed infatti lo spettacolo messo in scena risulta molto diversificato grazie alle personalità eterogenee ed allo stile di ciascuno dei protagonisti.
“Se il pubblico è già d’accordo con quello che stai per dire forse non c’è bisogno che tu lo dica” si legge, in un altro punto… e forse qualche argomento che notoriamente attira consensi e di cui fa tanto “figo” parlare male, in fondo, c’è, a voler proprio muovere una critica.
Di fatto, in ogni caso, Stand Up Comedy e le serate live registrate in questi giorni sono state un vero successo per quelli che erano stati definiti i “cattivi ragazzi della comicità”, fino a questo momento sempre censurati dalle reti televisive. «Manterremo sempre la nostra identità – spiega Filippo Giardina – saliamo sul palco con nome e cognome e diciamo quello che pensiamo. Non contempliamo il concetto di censura nei nostri monologhi ma solo libertà di espressione». I produttori giurano che rispetteranno questa volontà, loro promettono che si tratta di una vera rivoluzione.
Laura Mancini