“Avvolgersi in un tango” Pietro Galioto, Aspra Edizioni

La copertina di "Avvolgersi in un tango"
L’imprenditore e insegnate di tango argentino Pietro Galioto pubblica tramite la sua stessa neo-casa editrice, nel mese di Luglio 2010, il volume di 85 pagine intitolato “Avvolgersi in un tango – La complicità dei movimenti nell’intima connessione di un abbraccio”, in vendita su ordinazione tramite il sito web http://www.aspramare.com/edizioni/ al costo di 14 euro…

Un testo pensato per chi già vive di persona e conosce da un po’ la “materia” tango e che quindi sottintende la conoscenza di una certa terminologia legata a questa forma d’arte, sia musicale che ballata. Vi si rintracciano spunti di riflessione interessanti e probabilmente condivisi da tutti coloro i quali si sono accostati al ballo da tempo.
«Il silenzio verbale, accompagnato da un leggero sfiorarsi degli sguardi, rende l’ascolto e l’interazione con il partner ancora più intenso ed intimo» osserva Galioto nelle prime pagine, dedicate alla complicità che egli ricerca sempre nella pratica del ballo del tango, e ancora:
«… L’uomo trova il suo essere uomo in rapporto alla Donna (e non ad una “bambolina” generica, seppur brava) e, viceversa la donna riscopre il suo essere donna in rapporto all’Uomo (e non solo ad un supporto-giostra per una propria esibizione) andando quindi molto oltre la sola ricerca di sequenze di passi prefigurati». Considerazioni, evidentemente, decise, profonde, di chi ama e sente molto il tango e si trova quasi a difenderne quella che sente come la vera anima. Non manca anche un’analisi sociologica sul tipo di popolazione che si incontra nelle milonghe e in generale su molti punti che si ritrova ad avere in comune chi balla il tango argentino.
Non troviamo una testimonianza appassionata dell’esperienza personale dell’autore col tango argentino ma piuttosto un “manuale d’istruzioni” per mezzo del quale Pietro Galioto vuole condividere i principi tecnici, appresi dopo anni di faticoso studio e applicazione, che regolano un buon ballare e le norme di comportamento ed approccio fondamentali per questa disciplina artistica così legata alla relazione con gli altri.
I primi tre capitoli, quindi, illustrano la visione di Galioto sul tango, il suo modo di viverlo e sentirlo che tende ad ammonire chi vi si avvicina con puro desiderio d’esibizionismo. Si passa, poi alle “Tecniche di avvolgimento” dove, a dire il vero, molti concetti sono solo accennati; quando le varie situazioni di ballo analizzate vengono spiegate si sceglie un approccio schematico e scientifico e poco traspare il coinvolgimento personale di chi racconta, che forse potrebbe incuriosire maggiormente il lettore. Si conclude in altri toni narrativi, invece, col racconto di un misterioso incontro avvenuto in una milonga e con le e-mail dall’Argentina in cui Galioto si scioglie e si mostra più spontaneo e fragile nelle incertezze che ancora l’esperienza del ballo fa vivere anche a lui.
Se degli spunti letterari interessanti o dei consigli utili li afferriamo piuttosto facilmente, l’autore, evidentemente alle sue prime esperienze con l’esposizione scritta, forse seguendo un flusso di pensieri e idee che sente l’urgenza di registrare, non sempre rispetta un ordine logico/tematico/temporale che risulti intuitivo per il lettore. Lo stile risulta piuttosto frammentario e anche l’esposizione di uno stesso concetto la troviamo “spezzettata” in  numerosi capoversi.
Uno sguardo d’insieme sul tango e sulle sue regole, quindi, che lascia intuire una buona conoscenza del soggetto trattato sebbene attraverso una scrittura ancora acerba ma che potrebbe vedere senz’altro sviluppi più godibili in future edizioni elaborate con maggior cura.
Laura Mancini

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