Anteprima assoluta di presentazione dell’EP “Roots” di Roy Zappia in esclusiva su Moozart

suona Roots Roy Zappia

“Roots” è il nuovo EP di Roy Zappia, che verrà pubblicato il 10 luglio 2020 con Stratjvari Records. A partire dal 7 luglio i lettori di Moozart avranno la possibilità di ascoltare in anteprima i brani dell’EP esclusivamente tramite i player presenti in questo articolo.

Roy Zappia, cantante e chitarrista originario di Palermo, dopo l’esperienza dal vivo decennale su palchi nazionali e internazionali nell’ambito del blues, del rock e dell’hard’n’heavy, si cimenta per la prima volta, con questo EP, nelle atmosfere calde e rotonde del blues/folk acustico. L’uscita di “Roots” è stata anticipata dai singoli Let’s Play Another Blues, fuori da marzo 2020, di cui abbiamo pubblicato testo e traduzione e My dreams are thoughts about you il 6 luglio.

Il lavoro di Zappia è un mix di brani acustici ed elettrici dall’impronta rock, hard rock, blues, country e folk. Un siciliano che ci porta – musicalmente parlando – in Texas, in Louisiana o in qualunque altra terra che evochi nella mente atmosfere country, cavalcate a cavallo, cappelli da cow boy e whisky.

I brani dell’Ep “Roots”

Let’s play another blues, pezzo di apertura dell’EP, è la composizione più seducente di tutte. In puro stile blues, il riff di base della chitarra si ripete circolare mentre Roy intona una melodia ipnotica e accattivante e parla di ribellione dalle regole imposte dagli altri e di ricerca della propria strada nel mondo.

Si prosegue con un po’ di musica concreta: l’abbaiare di un cane apre il brano My dreams are thoughts about you dove Zappia si concede una intro strumentale alla chitarra. Questi “dreams” e “thoughts” che sembrano turbare le notti del protagonista della canzone, rimandano forse a sogni arditi che si fanno certe volte a occhi aperti. Ci sono insoddisfazione, ardore e dolore (sdrammatizzato, forse, solo dal verso del cane) e la voce sussurrata pare voler ora mettere sull’avviso, ora sedurre l’ascoltatore/preda. È un pezzo di carattere e di grande potenza espressiva.

Mood decisamente più riflessivo e nostalgico quello di Don’t be afraid to show me how you are in cui si apprezza la voce del cantante sulle tonalità più basse. La seconda parte del brano è interpretata un tono sopra e l’effetto è toccante e coinvolgente. L’elettronica gioca un ruolo importante e impreziosisce l’arrangiamento con controcanti e accenni di violini.

Il lavoro si chiude con Do I feel fine, una cavalcata travolgente in cui l’uso dello stompbox enfatizza il ritmo. L’interpretazione di Roy è decisa e a tratti aggressiva, la voce si sporca sugli acuti e non manca il classico grido da vero cow boy a colorire l’atmosfera.

Di seguito potete ascoltare l’intero EP in anteprima:

Intervista a Roy Zappia, autore di “Roots”

Quello di Roy è stato un percorso di studi coerente e completo, ampliato da clinics e masterclass con alcuni dei più importanti chitarristi internazionali e culminato con la Laurea in Discipline della Musica, con il diploma in chitarra al Brass Group Foundation di Palermo e con il diploma specialistico in chitarra rock alla Rock Guitar Academy di Donato Begotti, a Milano.

Tra il 2006 ed il 2011 Zappia ha fatto parte della band Old Legend, con la quale ha pubblicato 3 album:

  • “Land Of Terror” (2006);
  • “Castle Of Perdition” (2009);
  • “Katafalk” (2011).

Nel 2010 ha fondato gli Inside The Hole, con i quali ha pubblicato i 2 album, “Beer! Sex!… and Fuckin’Roll” (2012) e “Impressions” (2014).

Nel 2015 è stato turnista per il tour negli USA per la band bresciana Venus Mountains. Tra le altre esperienze, ricordiamo la partecipazione alla finale di “Sanremo Rock” nel 2017.

Roy si è raccontato in una audio intervista ai microfoni di Moozart: ascoltatela sul nostro canale Spreaker:

Laura Mancini

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